Pompa di calore inverter: come funziona e quanto consuma?

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Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in un nostro precedente approfondimento, le pompe di calore si distinguono in due diverse categorie a seconda del loro funzionamento di base.

Possiamo dunque individuare le pompe di calore on-off, che si attivano e disattivano sulla base del raggiungimento di una temperatura desiderata, e le pompe di calore inverter, che invece lavorano in modo continuo per garantire il mantenimento della temperatura desiderata, correggendo i gap climatici in entrambi i sensi.

Come funziona la pompa di calore inverter

Dalle righe riportate in introduzione dovrebbe risultare piuttosto chiaro quanto sia più comodo ed efficiente un impianto di condizionamento dell’aria dotato di inverter, piuttosto che uno dotato del sistema tradizionale, e oggi un po’ desueto, on-off.

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È infatti la pompa di calore inverter a garantire il massimo comfort nell’ambiente in cui si trova ad essere installato, mantenendo sempre la temperatura desiderata ed evitando sbalzi fastidiosi e costanti nell’arco del giorno e della notte.

Inoltre, questo tipo di impianto assicurerà anche il massimo risparmio energetico, considerato che non gli sarà richiesto di accendersi e spegnersi in continuazione non appena vengono superate le soglie di temperatura predeterminate, ma di mantenere un funzionamento continuo con il minimo dispendio di risorse.

Proprio questo tipo di funzionamento sarebbe in grado di assicurare alla pompa di calore con inverter un risparmio di circa il 30%.

Pompa di calore inverter: la tecnologia alla base del condizionatore

La tecnologia alla base del funzionamento della pompa di calore con inverter è quella modulante.

In estrema sintesi, e semplificando l’ingegneria alla base di questo elettrodomestico, la macchina risulterà essere dotata di una centralina elettronica e un compressore da cui dipende la produzione di aria fredda, associato al sistema elettronico che sarà in grado di calcolare quanta aria fredda erogare per raggiungere la temperatura desiderata e impostata dall’utente.

Il sistema elettronico che caratterizza le pompe di calore inverter può pertanto modulare l’azione e la risposta del compressore in base al fabbisogno reale di refrigeramento e condizionamento dell’ambiente. Di solito il sistema funziona nei primi istanti a potenza massima, per arrivare il prima possibile alla temperatura ideale e, poi, lavorerà al minimo regime per assicurare il mantenimento delle condizioni ambientali desiderate.

Quanto consuma una pompa di calore inverter

Ora che abbiamo brevemente illustrato che cosa sia una pompa di calore inverter e perché questo tipo di impianto di condizionamento conviene rispetto a uno dotato della tecnologia on-off, cerchiamo di comprendere quanto consumi una pompa di calore inverter.

Prima di immergerci in qualche esempio concreto, giova tuttavia rammentare che di mere stime si tratta e che l’analisi del consumo di una pompa di calore non può che essere influenzato da fattori che vanno al di là della tipologia e del modello di impianto di condizionamento scelto, come avviene per esempio con la zona climatica di riferimento, per la temperatura impostata sul termostato, e così via.

Insomma, tali presupposti dovrebbero indicare ai nostri lettori più attenti che fare un calcolo preciso dei kWh necessari per riscaldare la casa è praticamente impossibile: le variabili da tenere in considerazione sono infatti troppo numerose per poter essere gestite da un simulatore. Tuttavia, possiamo comunque ricorrere a qualche semplificazione nel calcolo, per aiutarci a comprendere quali siano le principali grandezze di riferimento.

Quanta energia assorbe una pompa di calore inverter

Fatte salve le premesse di cui sopra, l’assorbimento energetico di una pompa di calore inverter da 5 kW è compreso tra 500 e 2000 Watt.

Abbiamo però sottolineato come l’assorbimento di energia sia molto diverso a seconda delle fasi di accensione e di mantenimento della temperatura. Nella prima fase la pompa di calore tenderà a consumare energia in maniera molto più intensa, considerato che dovrà sforzarsi di raggiungere la temperatura desiderata nel minore tempo possibile. È in questa fase che la pompa di calore può arrivare a consumare fino a 2 kWh, per un periodo di tempo che dipenderà da quanto è in grado di raffreddare e spingere nell’ambiente l’aria condizionata e, evidentemente, da quanto sia lontana la temperatura desiderata rispetto a quella ambientale.

Nei momenti successivi all’attivazione, la pompa di calore tenderà invece a consumare minore elettricità, con il consumo che scenderà intorno a 0,5 kWh.

Proprio per questo motivo dovrebbe diventare ancora più chiara quale sia la convenienza ad utilizzare una pompa di calore con inverter rispetto a quella con un sistema on-off: grazie all’inverter, infatti, si potranno evitare le continue attivazioni e disattivazioni del sistema di condizionamento dell’aria, preferendo invece la fase di mantenimento, meno energivora.

Ciò premesso, assumendo che durante il giorno si utilizzi l’impianto di condizionamento per 8 ore, i consumi di energia potrebbero essere compresi tra 5 e 6 kWh, fermo restando che – lo ricordiamo ancora una volta – molto dipenderà dall’ampiezza dell’abitazione, dalla temperatura da raggiungere dalle altre variabili su cui prima ci siamo brevemente soffermati.

Come testare i consumi del proprio impianto di condizionamento

Considerata l’aleatorietà di ogni analisi dei consumi della propria pompa di calore inverter, il modo più attendibile per conteggiare quanta energia si utilizzi è quello di collegare all’impianto un wattmetro, un piccolo strumento che può misurare attendibilmente la potenza elettrica assorbita da un apparecchio.

Il costo del wattmetro è piuttosto contenuto (poche decine di euro) e la sua installazione è molto semplice. In cambio, il prodotto fornirà il valore dei kWh assorbiti dalla pompa di calore inverter, che andranno a loro volta moltiplicati per il costo dal kWh applicato dal gestore elettrico al fine di dare un’idea di quanto la pompa consumi in termini economici.

Esempio consumo pompa di calore inverter

Ora che abbiamo accumulato un bel po’ di informazioni su cosa siano il consumo di una pompa di calore inverter, cerchiamo di formulare un esempio reale che ci permetterà di analizzare congruamente i consumi maturati.

Immaginiamo di aver chiuso un mese con 3.000 kWh termici prodotti e 500 kWh elettrici consumati.  Il COP (Coefficiente di Prestazione), ovvero il rapporto tra i kWh di energia elettrica necessari per ottenere l’equivalente in energia termica, è pari a 6. Ricorda che una pompa di calore con un COP elevato permette di abbattere i consumi, e che si tratta di una variabile che dovresti considerare per cercare di ottimizzare i consumi.

Ciò premesso, per comprendere quanto consuma una pompa di calore inverter sarà sufficiente moltiplicare i kWh di energia elettrica consumata per il costo/kWh applicato dal fornitore.

I vantaggi di una pompa di calore inverter

In conclusione di questo approfondimento sui consumi della pompa di calore inverter, può essere utile rammentare in modo sintetico e schematico quali siano i principali vantaggi di un sistema di questa tipologia.

Sostenibilità ambientale

La pompa di calore con inverter è un elettrodomestico che può assicurare un buon rispetto dell’ambiente offrendo la possibilità di climatizzare in maniera efficace le proprie stanze con riduzione delle emissioni inquinanti rispetto ad altri strumenti di condizionamento dell’aria. Inoltre, i modelli aria-acqua e aria-aria sono in grado di usare l’aria esterna come fonte di energia rinnovabile per climatizzare.

Efficienza energetica

Le migliori pompe di calore con inverter di ultima generazione hanno dei coefficienti di prestazione molto elevati, permettendo così di arricchire di nuova efficienza energetica la propria abitazione. Basterà individuare in anticipo i modelli che sono in grado di restituire all’impianto più energia di quella che invece viene consumata per funzionare.

Risparmio

La pompa di calore è un elettrodomestico che non solamente può ridurre l’impatto ambientale dei propri consumi, ma può consentire di tagliare notevolmente la spesa in bolletta, assicurando così in famiglia un significativo risparmio.

Naturalmente, per ridurre ulteriormente i costi e rendere ancora più efficiente la propria abitazione è consigliabile integrare una pompa di calore a un impianto fotovoltaico che possa sfruttare l’energia solare per generare l’energia elettrica necessaria per il suo corretto funzionamento.

Flessibilità

Le pompe di calore sono altresì degli elettrodomestici molto flessibili. Possono infatti passare da un sistema di raffrescamento a uno di riscaldamento dello stesso ambiente in tempi rapidi. È dunque possibile fruire di un unico impianto per poter trovare sempre, in ogni stagione, la giusta temperatura, rinunciando alla spesa di due impianti.

Installazione semplice

La pompa di calore è un macchinario che può essere facilmente installato. Contrariamente a quanto avviene con un impianto con caldaia non richiede infatti la predisposizione di canne fumarie che implicherebbero verifiche e regolamentazione normativa dei lavori. Anche la manutenzione è molto più semplice, considerato che non richiede alcun intervento di verifica, se non un controllo periodico in caso di eventuali anomalie e malfunzionamenti.

Per saperne di più invitiamo tutti i nostri lettori a contattare l’ufficio aziendale ai recapiti che si trovano a margine di ogni pagina di questo sito.

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Salve a tutti! Sono Oreste Piras, titolare di MP Impianti Tecnologici. Oggi MP Impianti è un'azienda molto apprezzata nel settore pubblico e privato, con un focus sulla consulenza energetica per l'esecuzione di lavori, la fornitura di materiali, la manutenzione e l'assistenza di impianti.
Ho iniziato a fare questo mestiere più di 20 anni fa, quando ho aperto la mia prima azienda. Da allora, mi sono dedicato a imparare tutto quello che potevo sulla produzione di energia: è stato un viaggio incredibile!